IL MORSO DELLO SQUALO (cinque poesie inedite) di Luca Benassi
Fredda come un dolore
Dolcenera senza cuore
(Fabrizio De André)
Io sono per te il morso dello squalo
la corona che si posa sull’asse
degli occhi crocefissi dal mio sguardo,
sono per te la ferita dell’acqua
sulla pelle vetrata dell’addio
che sbianca al fondo il sangue delle labbra.
Chiedimi allora il piombo del coraggio
la molecola liscia del tramonto
che innamora la fretta del tuo passo.
Lo squalo che ci guarda al non ritorno
solleva la sua pinna nella macchia
nella foresta pigra del passaggio.
La tua discesa nel blu piastrella della vasca
è un quadrilatero preciso d’ogni dubbio
all’ora che non c’è, concessa al nostro noi.
È una disciplina inquieta del giudizio
mi prende seduto al bordo bianco dell’addio
rannicchiato nel cavo del sorriso.
E tu scorri sulla seta dell’acqua
sulle scaglie vetrose dell’occhio
la corona dei cunei sulla pelle,
la mia, già pronta al tuo ventre con l’arpione.
È il cielo cavo, azzurro fino al fondo dell’occhio
a sputarmi fuori dal nostro noi infetto,
la casa ordinata di giallo, il marciapiede colmo
teso all’M bianca della metro.
A chi ti paragonerò? Alla sabbia fine
dei primi passi insieme
che fugge fra le dita nella clessidra delle labbra,
alla farfalla bianca che mai si posa
sul fiore caldo che trattiene il seme
al ciottolo di fiume riposto fra i seni,
all’occhio dello squalo che si sporge,
altre il muro blu che
infinitamente ci separa.
Capita a volte di incontrare una tua foto
nel mare cinico dei pixel
e appare il volto sereno, l’abbraccio
un cappello bianco, il sorriso
dove io sono assente.
Questo è il pensiero che fa male
come una farfalla centrata dallo spillo,
il sapermi lontano e tu felice
come il mulo che ha scrollato
la soma dalla groppa e
trotterella verso il bordo
del bosco, in attesa della biada.
Ho sognato la cucina, una piastrella
col mio nome, un fiato di farfalla.
Ecco il mare gonfiarsi come un lenzuolo
un sacco, un otre scivoloso
la tana limacciosa delle alghe.
E tu sei pesce dell’abisso, muggine
astuto, tracina nascosta, murena
dalla bocca spalancata di veleno.
La tua assenza è lo squalo che mi gira
attorno, la lama dell’acqua torbida
l’incendio muto che mai spira.
Notizie Luca Benassi è nato a Roma nel 1976 dove vive e lavora. Ha pubblicato le raccolte poetiche Nei Margini della Storia, (Joker, 2000), I Fasti del Grigio (Lepisma, 2005), L’onore della polvere (Puntoacapo, 2009). Ha tradotto De Weg del poeta fiammingo Germain Droogenbroodt (Il Cammino I Quaderni della Valle, 2002). È presente nell’antologia Il corpo segreto Corpo e eros nella poesia maschile (Lietocolle, 2008), nel Calendario della poesia italiana 2009 (Alhambra Publishing, Bertem Belgio 2008). Sui testi sono usciti su La Clessidra, La Mosca di Milano, Atelier, Poeti e Poesia, Linfera e in rete. Sul numero 1/2004 del La Clessidra ha pubblicato una scelta di traduzioni del poeta palestinese Ibrahim Nasrallah. È sua la traduzione italiana nel volume Čiara horizontu di Juraj Kuniak (Rock Rose Publishing House, Kordiky Slovacchia 2008). Ha partecipato come delegato al Festival internazionale di Poesia di Struga, Macedonia, edizione 2009.
Cura la pagina dedicata alla poesia delle donne del mensile Noidonne, occupandosi delle principali figure femminili della poesia contemporanea. Collabora con Polimnia, La Mosca di Milano e Capoverso. È tra i curatori de L’antologia della poesia erotica contemporanea (Atì Editore 2006). Insieme ad Enrico Marià ed Emanuele Spano dirige la collana Passi della Puntoacapo editrice. Collabora con la Galleria d’Arte Atelier Inquadro di Roma occupandosi del rapporto tra poesia e arte. Ha partecipato al gruppo lirico Camilla opera lirica nell’allestimento d’opere quali Tosca, L’Elisir d’amore, Butterfly, Aida. Ha partecipato all’allestimento del Musical Israel dove vai? di Daniel Lifshitz.