Sinestesie - Rivista di studi sulle letterature e le arti europee - Luglio 2010 Anno IX
    Cerca Feed Rss
Homepage Homepage | Associazione | Abbonamenti | Norme redazionali | Links
Letteratura Teatro Musica Libri Cinema Multimedia


SCRITTI DI POESIA
Vincenzo Frungillo, Ogni cinque bracciate
recensione ed approfondimento di Domenico Cipriano


Gli strumenti della comunicazione e dell’arte sono così profondamente mutati negli ultimi anni che al fianco di una comunicazione globale sono cambiati anche i sistemi per veicolare il pensiero. Oggi per raccontare la storia, i personaggi, gli eventi, non basta più la forma documentale scritta, la cronaca si cancella dopo l’evento, e resta impressa sempre più attraverso forme di comunicazione che utilizzano immagini; penso al cinema, al documentario, tutte forme comunicative che spesso travalicano i fatti, romanzandoli in base alle esigenze della comunicazione immediata.
In un siffatto panorama testimoniare attraverso la poesia è sempre più un atto di coraggio, e nel contempo la poesia si avvalora sempre più come un profondo dialogo con se stessi prima di approdare agli altri. Essa è poco legata al ruolo della comunicazione, e nel contempo si trasforma più in un bisogno, un estremo bisogno di non abbandonare la propria anima e la propria consapevolezza di resistenza al vorticoso percorso dell’esistenza. Alberto Bertoni è uno degli autori che riflette sulla pazzia di un dialogo possibile nella nostra società contemporanea, e il messaggio decifrato in un legame tra fisico e metafisico assolto dalla poesia – egli ci fa comprendere – rappresenta ancora il possibile tornaconto per la parola poetica.
Testimone così diventa la poesia, tramite il suo autore, per lasciare traccia del legame profondo con ciò che la cronaca riesce solo a dire, senza approfondire, senza concepire i meccanismi nascosti della psiche.

L’arte non diventa messaggio ludico e consumistico, ma resta indelebile percorso di ogni esistenza consapevole della stretta connessione tra la realtà del dicibile e l’imprevedibilità dell’indicibile.
Poesia quindi per testimoniare la nostra epoca, il rapporto con essa, la difficoltà di incontro con gli altri uomini della società nei momenti difficili, dove la poesia e l’arte in generale, possono apparire come una feroce, ma nel contempo innocua ultima spiaggia di vita, e nello stesso tempo follia di fronte ad una società distratta.
A questo si ispira nella sua scelta della poesia come mezzo della sua testimonianza e riflessione anche Vincenzo Frungillo che segue da tempo coerentemente e con attenzione una poesia epico-poematica, espressa in particolare con questo lavoro, che si ispira alle vicende delle campionesse di nuoto della DDR, protagoniste alle olimpiadi di Montreal del 1976, ma soprattutto di Mosca nel 1980. Un’avventura segnata dalle ombre di una guerra fredda combattuta su campi e con armi inusuali, tra cui le sfide olimpiche e i record di moderne “macchine chimiche” segno di potenza e di supremazia di una politica, un impero, una cultura contro l’altra.

Gli elementi ci sono tutti per seguire le vicende di queste giovani protagoniste attraverso i cambiamenti epocali della storia a noi prossima, quale la rivoluzione dell’ottantanove (’89) e la caduta del muro di Berlino, senza lasciare, nel contempo, che il racconto appaia sterile o didascalico.
Questa pubblicazione, corredata dalla prefazione di Elio Pagliarani e dalla postfazione di Milo De Angelis, giunge dopo alcuni frammenti accolti in riviste e nell’antologia 7 poeti campani, ma soprattutto dopo un estratto molto ampio frutto del premio Delfini 2007. È un poema in cinque canti, delineati nello stile e nella narrazione, che non lascia nulla al caso, ma è ben documentato anche sugli steroidi usati (Oral Turinabol) e nei dettagli tecnici della disciplina e della storia percorsa.
Cinque bracciate prima di respirare, “è la tecnica di chi si spinge fino alla fine del respiro” (lo fa rivelare a Lampe parlando di Ute nell’epilogo), e viene riprodotta con una chiara tecnica narratoria, dove i cinque canti sono scanditi da cinque sequenze ognuna di cinque ottave, prima di una pausa per la sequenza successiva.

C’è prevalenza di versi liberi, anche per non chiudere in una gabbia sistematica una disciplina per quanto imposta con rigidità ma che lascia all’umanità e all’imperfezione del pensiero la sua soluzione. C’è una presenza ampia ma non completamente sistematica della rima, lasciando a diverse riprese fonetiche (assonanze, rime interne, allitterazioni, ecc.), il compito di completare, dove occorre, la costruzione di una struttura prefissata, ma pertanto non completamente rigida. Fa da padrona, quindi, una musicalità quasi sempre presente, anche a tratti dissonante, per alleggerire e rendere facilmente fruibile la lettura, nonché coerente la disposizione in ottave.
Frungillo si concede, ma non cede completamente alla narrazione, lasciando che la lirica risulti ancora tesa nel raccogliere e raccontare le vicissitudini contrastanti tra ascesa e disgregazione delle olimpiche, qui chiamate con i nomi di Ute, Lampe, Karla e Renate (in realtà: Rica Reinisch, Andrea Pollack, Ute Geweniger e Christa Metschuck), mostrate come la metafora del loro paese. Si consuma lentamente la solitudine di queste giovani protagoniste, escluse dalla vita in nome di una storia da costruire e si entra poco a poco nelle vicende personali, che diventano le oggettive ansie di un popolo, le difficoltà di una società, parafrasata nel dolore per la perdita: «ha scontato con pazienza il destino dei perdenti.// Mio padre se n’è andato magro e sbiadito/ senza un malanno preciso/ [...]/ Mio padre forse è fuggito/ qualcuno ha detto che è come si fosse ucciso» (da: La confessione, di Renate).

In questo quadro, la figura del padre di Renate è l’emblema della perdita di coscienza e di individualità in nome di un regime. La depressione e la successiva scomparsa fisica del personaggio sono ripresi in più parti del poema: l’annullamento della personalità e l’attesa inutile di un ritorno dal passato segneranno anche le vicende delle eroine di Frungillo.
Un’altra figura che fa da perno alla storia è lo Sportführer: Manfred Ewald, qui è camuffato sotto il nomignolo grottesco di Starkino, che ricorda tanto un formaggio molle come contrasto alla perfezione fisica cercata nei corpi delle atlete. È la voce convincente, figura cinica, ma a tratti paterna che fa da traino per la realizzazione del “Piano di Stato: Straatplanthemas 14/25” con la creazione di queste figure quasi mitologiche di campionesse. È il tramite tra il progetto di stato e i risultati delle atlete. La sua confessione ci apre ai fatti, ci fa intendere cosa è successo ed intravedere la caduta, con la caduta del muro, di un’epoca e la trasformazione geopolitica dell’Europa. È lui che pronuncia i versi che ci fanno capire come è accolto il progetto dell’ “uomo-macchina chimica” ad occidente. Un baratto tra est ed ovest, con l’accoglienza del mito del consumismo in cambio della chimica per il record; non più come ossessione di un progetto di stato ma come ossessione individuale e consapevole, sempre alla ricerca della supremazia.

Si attraversa la vittoria, la luce dei trionfi che nello stesso tempo crea le sue ombre, si attraversano l’amore e i sentimenti delle protagoniste (Ute e Lampe), le loro paure, fino al fallimento “con le loro sagome trasformate, irriconoscibili come il loro paese”: «La tac totale ha scoperto il segno del tempo,/ i tumori invadono la pedana di tutto;/ ingeriscono il veleno del loro fallimento».
A corredare il libro una esaustiva appendice con notizie e soprattutto foto che lo stesso autore ha raccolto dagli archivi della Stasi. E da qui altri elementi per capire e decifrare il percorso a noi prossimo e delle nostre eroine; nascoste al mondo prima e dopo le gare, sfuggenti e coperte all’occhio dei fotografi, ma osservate dall’occhio della Stasi, e qui attraverso le foto di appendice, ritroviamo un altro dei crimini bel raccontato del film citato anche da Cortellessa nelle alette di copertina: “Le vite degli altri”, del giovane talentuoso regista berlinese Florian Henkel von Donnersmark, che racconta in un film ricco di umanità il tema delle persecuzioni e dello spionaggio indiscriminato ad opera della Stasi. Non a caso questo regista ha la stessa età del nostro Frungillo e sente lo stesso bisogno nello stesso momento storico, di denunciare sì, ma raccontare con intensa drammaticità un periodo buio della storia a noi prossima e vicina per distanza, separata da un muro al centro di Berlino, ma su cui spesso ci interroghiamo anche soprattutto al tempo delle nuove tecnologie: il tema universale delle organizzazioni di potere che violano le nostre privacy, già affrontato oltre un secolo fa da George Orwel nel suo 1984.

Le foto sfocate sono emblematiche per raccontare la trasformazione e il disfacimento, un obiettivo che non mette a fuoco i contorni, come avviene anche, per citare ancora il cinema, in uno dei primi film di Matteo Garrone, “Primo Amore”, una storia che rimette in primo piano il corpo vinto dall’ossessione e quindi dall’oppressione che porta alla sudditanza per il sogno/incubo di un altro: nel caso il compagno che obbliga la sua compagna in nome di un amore ossessivo, a modificare il suo corpo, trascinandola nell’anoressia. Ad un tratto è quindi la mancanza di messa a fuoco, la privazione dei contorni a farci cogliere gli aspetti inattesi e capire quanto imprevedibili sono poi i risvolti che qui la poesia cerca di cogliere superando la visione del reale e guidandoci nell’animo e nelle vicende oltre la storia olimpica, di queste quattro campionesse.
Ma una foto sfocata anche come simbolo di un periodo trascorso, nonché del successivo disfacimento delle atlete, disfacimento che Frungillo ci fa rivivere anche strutturando la poesia, e liberando i versi dalla gabbia delle ottave nella parte finale del poema, disfacimento quindi, ma anche libertà riconquistata.






SEGNALAZIONI INTERNAZIONALI



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Antiche malìe

di Salvo Ballatore
Andrea Oppure Editore
€ 9,00


scheda dell'autore »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
I liutai tedeschi a Napoli tra Cinque e Seicento

di Luigi Sisto
Istituto Italiano per la Storia della Musica 2010
€ 20,00


scheda dell'autore »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
I troni in polvere

di Loredana Castori
Edisud, Salerno 2009
€ 22,00


scheda dell'autrice »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Racconti fantastici

di Igino Ugo Tarchetti
Millennium Editrice
€ 9,00


scheda informativa »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Registri stilistici.
Da Dante a Pirandello e altri del Novecento

di Giorgio Cavallini
Stefano Termanini Editore
pp. 208


scheda informativa »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
La fiaccola sotto il moggio

edizione critica a cura di Maria Teresa Imbriani
Gardone Riviera, Il Vittoriale degli Italiani, 2009
pp. 229, € 48,00


scheda informativa »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Di Gessner felice alunno. Aurelio de’ Giorgi Bertola e la letteratura di lingua tedesca in Italia

di Roberta Delli Priscoli
Edisud, Salerno 2009
pp. 219, € 18,00


scheda informativa »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
I fiori del deserto
Sbarbaro tra poesia e scienza con testimonianze inedite

di Lavinia Spalanca
Edizioni San Marco dei Giustiniani
pp. 188, € 20,00

scheda informativa »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Il racconto delle immagini
La fotografia nella modernità letteraria italiana

di Epifanio Ajello
Edizioni ETS, Pisa
pp. 240, € 25,00


scheda informativa »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Forme figure e vicende della cultura a Napoli

a cura di Nicola D'Antuono
Primo contributo, Bologna,
Millennium, 2008
pp. 348, € 22,50



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Dante Alighieri
Rime giovanili e della Vita Nuova

a cura di Teodolinda Barolini
Note di Manuele Gragnolati,
Editore BUR Rizzoli, Milano
€. 11,50


scheda informativa »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Antologie

a cura di
Bianca Maria Da Rif e Silvio Ramat,
Edizioni Poligrafo


scheda informativa »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Il ciliegio e altri racconti

di Francesca Favaro,
ali&no editrice
pp. 90, €. 14,00


scheda informativa »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Rime e lettere di Battista Guarini

a cura di
Bianca Maria Da Rif,
Edizioni dell’Orso
pp. 608, €. 35,00


Omaggio al Prof. Arnaldo Santoli
Pasolini 1975-2005
Carlo Gesualdo tra tradizione e teatro

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per essere sempre aggiornato sulle novità e le iniziative di Sinestesie
REVUE des ÈTUDES ITALIENNES




MOD - Società italiana per lo studio della modernità letteraria Il Vittoriale degli italiani AIPI - Associazione Internazionale Professori di Italiano A.I.S.L.L.I. - Associazione Internazionale per gli Studi di Lingua e Letteratura Italiana Italinemo - Riviste d'italianistica nel mondo Quaderno annuale di Letteratura Italiana diretto da Mariarosa Masoero Metauro Edizioni


Homepage | Letteratura | Teatro | Musica | Libri | Cinema | Multimedia | Associazione | Informazioni legali | Privacy
Copyright © Associazione Culturale Sinestesie. Tutti i diritti riservati
Progetti Creativi. Graphic and Web Design