Sinestesie - Rivista di studi sulle letterature e le arti europee - Luglio 2010 Anno IX
    Cerca Feed Rss
Homepage Homepage | Associazione | Abbonamenti | Norme redazionali | Links
Letteratura Teatro Musica Libri Cinema Multimedia


SCRITTI DI POESIA
Alessandro Ghignoli, Amarore, Edizioni Kolibris, Bologna 2009, pp.66, €. 10,00
recensione di Giuseppe Panella


Alessandro Ghignoli vive da molti anni a Madrid (insegna nella prestigiosa università di Alcalà de Henares, la patria di Cervantes). Non credo che ne sia insoddisfatto. La sua amarezza, il suo amarore del titolo, nasce da altro. È innanzitutto un’insoddisfazione linguistica. Nella prima sezione, Predicamento di me, di quello che può essere considerato un fluente flusso poematico, un vero e proprio poemetto in tre stasimi si legge: «prima descrizione. delle infinite volte a me dicendomi / di parlare l’italiano senza accento / e lasciare il dialetto da me usato / soggiogato da io al mio volere / creduto di saperne di lettere di plurali / di subiettivo e gerundio e coniunzioni / e tutti i resti d’avverbi che di mia vita / mi feci in costruzione o mi disfeci» (p. 11).
Il tono è alto-parodico (l’uso di termini fintamente arcaici o arcaicizzanti lo dimostra). Eppure nella parodia si infiltra (come il titolo del libro vuole) un nodo di amarezza. “Creduto di saperne” indica la messa in crisi, infatti, di un discorso tradizionalmente accettato e oggi messo in mora in nome di una lingua che si vuole meno artefatta ma che, invece, di fatto risulta tale. La lingua di Ghignoli vuole essere quella da sempre derivata e delegata alla poesia, non certo alla vita anche se poi, alla fine, i due orizzonti verbali si incontrano e si frammischiano.

«terza descrizione. Con ciò sia cosa che a ogni passo / l’infranto suono la sua copia / dei giorni le parole nella lontananza / nell’introduzione di così inimico tempo / un grido lasciato nell’indecifrabile / ombra mi appartengo sommosso / alla vuota malinconia del fondo / del nulla pensiero di impronta di me» (p. 13).
Il linguaggio si perde nell’indecifrabile, il suo vuoto è fatto del nulla in cui si perde a partire dopo l’epoca in cui sembrava essere reale e concreto (mentre ora di esso non è altro che la sua vuota copia). Tempo “inimico” certo ma anche “l’infranto suono” della parola della poesia si congiunge alla “vuota malinconia del fondo” – le parole non suonano più piene perché il tempo in cui potevano farlo è passato. Ma questo accade perché: «settima descrizione. questo vuoto è un corpo / che adopera le parole proprie / delle grida convenute / nell’ammutolire quieto / senza fiatare il frastagliato / suono dell’acerba mente / scopre il cheto suo balbutire / nell’altrui starsi a osolare invano» (p. 17).

La citazione da Jacopone da Todi (O peccator, chi te àffidato) marca il sembiante esterno della richiesta poetica e ne scandisce il percorso. Ma la dimensione tutta interiore del testo, il suo “vuoto”, lega il corpo alla voce e da esso trae l’ispirazione per sollevarsi a livello di articolazione poetica. La balbuzie della parola copre e inferisce la dimensione piena dell’”acerba mente” che la realizza pur “senza fiatare”. Il vuoto non dà spazio al silenzio ma lo invoca nel momento in cui si accorge che anch’esso è in grado di dire la sua protesta esistenziale. Questo proposito riaffiora nella seconda sezione del volumetto, quella dedicata alla Tristizia: «1. l’inizio di questa tristizia di core e d’amistà / tra spinte e segnali a far di me di te / un poco niente un corpo / non più nel far delle cose / e sia dolore il tuo nome allora / non potevi illudere anche me / anche una sola e unica amica persona / ma dicendoci e dandoci un saluto / a noi molto paurosi a noi / tenendo il core in mano ora / nell’orrore del sapere nel dì che avvenne / nel poco tempo nostro di quest’ora» (p. 27).
Si delinea così la poetica delicata e rabbiosa di Ghignoli. Il dolore della vita si fa nome e parola nel momento in cui la “tristizia di core e d’amistà” si trasfonde e si inabissa nell’ “orrore del sapere” la verità che si vuole dire e sostenere nel verso. Questa verità altro non è che quella della lingua nel momento in cui si congeda dal corpo che la sorregge. Per il poeta scrivere raffigura il gesto dell’addio al mondo – o si vive o si scrive, soprattutto se si è “molto paurosi”. Ma proprio la paura della vita dà alla lingua la capacità di andare oltre e di dare l’ultimo saluto a ciò che si abbandona.

E così dunque la parabola dio Ghignoli si conclude nello spazio aperto dell’Amaritudine della parte terza: «evento 3. sempre il proprio sempre di sempre / nel viaggio rimasticato in ditto e in fatto / mentre da lì lo sguardo futuro è il gioco / di chi fa il duro convinto d’esser solo / un po’ mite con le altrui vite / viste da lontano in quest’eterno evento / di fare di cose ognuna con le sue pose / nell’unica goccia la duplice eterna dose / manduca parole perché sian poi atti / e allora con fumisteria saltimbanchi e buffoni / mascherando la maschera con mano di cera / di fiacca illusione in questa lunga e larga attesa / sfuggendo dal fare ruffiano dal come fare / sfuggendo piano» (p. 49).
E in questo sfuggire piano, in questo manducare parole per trasformarle in atti che la poesia di Ghignoli si trasferisce dal piano del simbolismo linguistico su quello – più marcato – dell’espressività serrata e metaforica. La “mano di cera” è quella che maschera la verità che è a sua volta maschera del destino, illusione di libertà, gioco insensato senza uscite. La lingua maschera la mancanza di aspettative della vita illusoria delle parole di sempre e nel loro “viaggio rimasticato” si consuma la storia e il suo “sguardo futuro”. Fuori non c’è nulla se non l’amarezza del rimpianto e lo scatto in avanti della poesia.
In Amarore, Ghignoli si concede al piacere del testo e lo compone come un epitaffio per il passato. Il futuro della sua poesia sarà oltre di esso. L’esilio è finito.





SEGNALAZIONI INTERNAZIONALI



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Antiche malìe

di Salvo Ballatore
Andrea Oppure Editore
€ 9,00


scheda dell'autore »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
I liutai tedeschi a Napoli tra Cinque e Seicento

di Luigi Sisto
Istituto Italiano per la Storia della Musica 2010
€ 20,00


scheda dell'autore »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
I troni in polvere

di Loredana Castori
Edisud, Salerno 2009
€ 22,00


scheda dell'autrice »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Racconti fantastici

di Igino Ugo Tarchetti
Millennium Editrice
€ 9,00


scheda informativa »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Registri stilistici.
Da Dante a Pirandello e altri del Novecento

di Giorgio Cavallini
Stefano Termanini Editore
pp. 208


scheda informativa »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
La fiaccola sotto il moggio

edizione critica a cura di Maria Teresa Imbriani
Gardone Riviera, Il Vittoriale degli Italiani, 2009
pp. 229, € 48,00


scheda informativa »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Di Gessner felice alunno. Aurelio de’ Giorgi Bertola e la letteratura di lingua tedesca in Italia

di Roberta Delli Priscoli
Edisud, Salerno 2009
pp. 219, € 18,00


scheda informativa »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
I fiori del deserto
Sbarbaro tra poesia e scienza con testimonianze inedite

di Lavinia Spalanca
Edizioni San Marco dei Giustiniani
pp. 188, € 20,00

scheda informativa »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Il racconto delle immagini
La fotografia nella modernità letteraria italiana

di Epifanio Ajello
Edizioni ETS, Pisa
pp. 240, € 25,00


scheda informativa »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Forme figure e vicende della cultura a Napoli

a cura di Nicola D'Antuono
Primo contributo, Bologna,
Millennium, 2008
pp. 348, € 22,50



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Dante Alighieri
Rime giovanili e della Vita Nuova

a cura di Teodolinda Barolini
Note di Manuele Gragnolati,
Editore BUR Rizzoli, Milano
€. 11,50


scheda informativa »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Antologie

a cura di
Bianca Maria Da Rif e Silvio Ramat,
Edizioni Poligrafo


scheda informativa »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Il ciliegio e altri racconti

di Francesca Favaro,
ali&no editrice
pp. 90, €. 14,00


scheda informativa »



SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Rime e lettere di Battista Guarini

a cura di
Bianca Maria Da Rif,
Edizioni dell’Orso
pp. 608, €. 35,00


Omaggio al Prof. Arnaldo Santoli
Pasolini 1975-2005
Carlo Gesualdo tra tradizione e teatro

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per essere sempre aggiornato sulle novità e le iniziative di Sinestesie
REVUE des ÈTUDES ITALIENNES




MOD - Società italiana per lo studio della modernità letteraria Il Vittoriale degli italiani AIPI - Associazione Internazionale Professori di Italiano A.I.S.L.L.I. - Associazione Internazionale per gli Studi di Lingua e Letteratura Italiana Italinemo - Riviste d'italianistica nel mondo Quaderno annuale di Letteratura Italiana diretto da Mariarosa Masoero Metauro Edizioni


Homepage | Letteratura | Teatro | Musica | Libri | Cinema | Multimedia | Associazione | Informazioni legali | Privacy
Copyright © Associazione Culturale Sinestesie. Tutti i diritti riservati
Progetti Creativi. Graphic and Web Design