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Pasqualino Rossi, La scoperta di un protagonista del Barocco a Serra San Quirico
recensione di Andrea Carnevali
Trentanove dipinti provenienti da musei francesi, collezioni private e chiese italiane. La mostra dedicata a Pasqualino Rossi (1641-1722- Grazie ed affetti di un artista del Seicento), allestita nel polo Santa Lucia di Serra San Quirico, fino allo scorso ottobre, ha l’opera manierista del pittore vicentino (aggregato ai Virtuosi nel 1668 e poi all’Accademia di San Luca nel 1670). Ma l’elezione di Carlo Maratta a Principe dell’Accademia di San Luca lo spinsero a disertare. Il suo allontanamento sarebbe stato causato dalla fortuna come pittore di genere.
L’estraneità alle lezioni del classicismo romano di Pasqualino si conferma nel rifiuto improvviso dell’accademismo. L’esperienza del vicentino va indagata nei lavori nella Repubblica veneta: a Verona e Vicenza, poi a Roma ed infine nelle Marche.
Il suo stile si formò attraverso l’imitazione della natura e dei pittori veneti che alla mostra di Serra San Quirico hanno lasciano intravedere le influenze venete che svilupparono il genere aneddotico: giochi, scene con strumenti musicali, conversazioni e capricci femminili.
Nell’allestimento sono state molte le testimonianze pittoriche del Seicento e Settecento tra cui le opere di Pietro della Vecchia le quali erano state un riferimento culturale per Pasqualino Rossi. Ne Testa di giovane guerriere con cappello piumato, presente alla mostra, si scopre l’incontro del giovane pittore col linguaggio personalissimo del suo maestro.
La figura di Pietro Della Vecchia (almeno nella tela David e Saul con la testa di Golia) è stata illustrata attraverso dipinti che suscitarono le emotività del giovane artista. Insomma l’espressività di Pasqualini Rossi è stata attraversata da tante influenze secondo le teorie di Lanzi nella Storia pittorica della Italia spirituali ed al contempo quotidiane. La pittura di genere di Pietro Della Vecchia ne Lezioni di matematica è un argomento molto frequente sia in Francia sia in Italia tra il Sei-Settecento. In questo caso la superficie pittorica è più tirata, i contorni delle figure più netti, l’inquadratura si allarga e sulla scrivania compaiono strumenti per lo studio.
I paesaggi puntuali e di genere di Pasqualino manifestano un’inclinazione antiretorica e intimistica del pittore: la lontananza dal primo piano dei personaggi fa spaziare l’occhio dell’osservatore verso l’aperta campagna. Nelle opere di Pasqualino Rossi messe in mostra a Serra San Quirico c’è una visione personale della realtà che troverà, alcuni anni dopo, un grande interprete nel Settecento: Giacomo Cerruti.
Dalla prima sala del Polo di Santa Lucia dove erano esposti alcuni dipinti del genere aneddotico internazionale, si entrava subito in contato con la nuova espressività europea. Del resto il dipinto Scuola di cucito e di lettura del Louvre è alla maniera all’arte internazionale alla quale la mostra in parte ha aderito per lo studio del colore in relazione alla luce.
Pasqualino Rossi è pittore di genere: raffigura costumi e scene di vita quotidiana della sua epoca. Il pittore vicentino ritrae: lavandaie, contadine, pastorelle, vignaioli, suonatori, ambulanti ed altre persone del suo tempo, oltre ai loro gesti (se lavorano la seta o se vanno al mercato oppure le strane arguzie dei personaggi).
Nelle opere esposte a Serra San Quirico si è trovato, tuttavia, una brillante adesione allo stile del Correggio rielaborato, nei ritratti di vita quotidiana. Su questa linea, sempre di Pasqualino Rossi, troviamo la Maddalena rapita in cielo nella chiesa di San Benedetto a Fabriano del 1679 e nello Sposalizio mistico di santa Caterina (Collezione privata modenese). Il vicentino riesce a convertire le diverse lezioni pittoriche barocche, mediando la cultura cinquecentesca e neoveneta.
Le continue frequentazioni con Pietro della Vecchia e delle sue opere pittoriche, che evocano lo studio di Giorgione e Tiziano, hanno sviluppato il filone pittorico-narrativo degli ambienti e dei paesaggi di Pasqualino Rossi.
La sua arte non rimane immune neanche dai riflessi dei pittori bresciani del Cinquecento e di Dossi Dossi. Crea soggetti umili quali I Giocatori di carte a lume di candela, i Giocatori di morra e la Famiglia che si spulcia che non si muovono all’interno di descrizioni uniche, ma tra diversi linguaggi pittorici.
Il contatto tra il carattere veneto e le influenze romane di Von Lear (detto il Bamboccio) portarono inevitabilmente ad una finestra aperta sulla società di fine Seicento. Del resto anche la pittura di Antonio Amorosi ne Lettura della mano (Roma, Collezione Lemme) e Vanitas rispecchiano il carattere intimistico ed in parte ambiguo della cultura bambocciate. L’anziana donna ritratta nelle vesti di una maga - del quadro Lettura della mano - consegna una letterina alla ragazza, alludendo implicitamente al messaggio che le dovrà arrivare. In questo modo si riconosce un legame più forte colla pittura di Pietro della Vecchia e con l’opera di Van Lear che favorì la pittura di genere ed il naturalismo degli descrizioni.
L’indicibile sofferenza verso l’umanità viene richiamata nel dipinto Compianto su Cristo morto e Compianto su Cristo deposto che però approdano verso la pittura sacra riformata dato che attenne nelle Marche un largo consenso.
Stravagante è la tela di piccola dimensione, dal sapore francese, dal titolo Scuola dei lavori femminili con donne intente al ricamo, al cucito ed alla lettura che delinea le abitudini femminili: il lavoro al tombolo e la vanità. Il dipinto rievoca l’iniziale formazione del pittore, forse, accanto a Pietro della Vecchia.
Il tema della scuola viene inserito nella vitalità del genere aneddotico che trae ispirazione dai modelli rinnovati di Mansù Bernardo. A tale proposito un dipinto esemplare è la Scuola di cucito del Louvre e la Scuola di giovani che offrono l’occasione di indagare la cultura parigina.
Anche il continuo contatto con Pietro della Vecchia ha contribuito allo sviluppo di questo genere di espressione dell’artista. Ma come nei dipinti della chiesa di Santa Lucia si intravede l’impronta culturale di Lorenzo Lotto così come nel dipinto Matrimonio mistico di santa Caterina d’Alessandra c’è la stagione lottesca.
Le inclinazioni di Pasqualino Rossi verso la vita semplice è evidente: il dipinto Scuola di cucito e di lettura e Maestro di musica con ragazzi che suonano riconduce ad una visione domestica ordinata tra i fondali scuri che ne stemperano l’intensità.
La mostra di Serra San Quirico ha creato uno spazio espositivo con opere che entrano a fare parte dell’espressione europea. Nei dipinti di Pietro Ricchi (1606-1675) Famiglia che si spulcia in intero i personaggi vengono illuminati da una luce decisa di derivazione francese (compaiono anche soggetti nordici).
Nell’esposizione di Serra San Quirico c’è stato, anche, un forte connotato religioso che venne filtrato da Francesco Guerrieri. Per questo è stata emblematica la presenza della Immacolata Concezione che, attraverso un’appassionata conversazione di angeli, mostra la potenza divina della Madonna che uccide il serpente.
Nell’Elemosina di santa Lucia ai poveri si riesce a vedere una folla agitata che accompagna la santa. Ma quello che più spicca è la luminosità della donna per la bellezza naturale senza particolari costruzioni dove l’elemento naturale è inserito in un contesto comune.
Nelle decorazioni della chiesa di S. Lucia, dove lavorò l’artista vicentino, è molto forte l’influenza della pittura di Lorenzo Lotto. Ne è un esempio il polittico della S. Lucia commissionato per la chiesa di S. Floriano. Ne Santa Lucia vanamente trascinata al bordello è l’opera tra le meglio riuscite dell’artista vicentino; si può dire che con questo dipinto ottenne i risultati più importanti dell’attività marchigiana del pittore. Pasqualino Rossi sceglie di dipingere il momento iniziale del martirio raffigurando l’immobilità del corpo di Lucia legata al collo ed ai piedi e inutilmente trascinata verso il bordello dai carnefici.
Il percorso di visita non si è esaurito nei due spazi espositivi (il museo e chiesa di S. Lucia), ma il dipinto di Pasqualino Rossi nella chiesa di S. Quirico e Giulitta (esposizione permanente) riflette l’emotività dell’artista che assunse uno stile freddo e materico della sua cultura di origine.
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I liutai tedeschi a Napoli tra Cinque e Seicento
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Registri stilistici.
Da Dante a Pirandello e altri del Novecento
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Stefano Termanini Editore
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La fiaccola sotto il moggio
edizione critica a cura di Maria Teresa Imbriani
Gardone Riviera, Il Vittoriale degli Italiani, 2009
pp. 229, € 48,00
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Di Gessner felice alunno. Aurelio de’ Giorgi Bertola e la letteratura di lingua tedesca in Italia
di Roberta Delli Priscoli
Edisud, Salerno 2009
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I fiori del deserto
Sbarbaro tra poesia e scienza con testimonianze inedite
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Il racconto delle immagini
La fotografia nella modernità letteraria italiana
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pp. 240, € 25,00
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Forme figure e vicende della cultura a Napoli
a cura di Nicola D'Antuono
Primo contributo, Bologna,
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pp. 348, € 22,50 |
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Dante Alighieri
Rime giovanili e della Vita Nuova
a cura di Teodolinda Barolini
Note di Manuele Gragnolati,
Editore BUR Rizzoli, Milano
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Antologie
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Bianca Maria Da Rif e Silvio Ramat,
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Il ciliegio e altri racconti
di Francesca Favaro,
ali&no editrice
pp. 90, €. 14,00
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Rime e lettere di Battista Guarini
a cura di
Bianca Maria Da Rif,
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pp. 608, €. 35,00 |
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